In una delle località più esclusive della Florida, Palm Beach, il nome di Alexander Nicholas Fanjul è tornato a far parlare di sé, questa volta per un’accusa di violenza e omofobia. Figlio di un dirigente di una delle più grandi aziende zuccheriere della regione, Alexander Jr., di 39 anni, è protagonista di un video girato tramite bodycam diffuso lo scorso 3 Dicembre da Law&Crime in cui viene arrestato il 28 gennaio per violenza domestica, in circostanze che hanno sollevato interrogativi sul potere, il privilegio e l’impunità.
La serata che ha portato all’arresto
Secondo i documenti della polizia e i video diffusi dalle autorità, la notte del 28 gennaio Fanjul e la sua compagna avevano cenato al Flagler Steakhouse, un ristorante di lusso. Durante la cena, la posizione del loro tavolo accanto a una coppia gay aveva scatenato la rabbia di Fanjul, che sarebbe poi degenerata in un crescendo di violenza manifestando la sua omofobia. La donna ha raccontato che l’uomo, visibilmente agitato, era diventato sempre più aggressivo, attirando anche l’attenzione degli altri clienti del ristorante.
Dopo essere tornati nella residenza di Fanjul, la situazione è precipitata. Secondo la testimonianza della donna, Fanjul l’avrebbe colpita più volte al volto con pugni e ginocchiate. Quando lei ha minacciato di chiamare la polizia, lui le avrebbe strappato il telefono dalle mani, schiacciandolo a terra con tale forza da romperlo. La vittima ha aggiunto che, mentre gridava per chiedere aiuto, Fanjul l’avrebbe trascinata all’interno dell’abitazione, dove avrebbe tentato di strangolarla. Gli agenti, giunti sul posto dopo le segnalazioni di urla provenienti dalla casa, hanno trovato la donna rannicchiata a terra, mentre Fanjul le stava sopra in atteggiamento intimidatorio.
L’arresto e i suoi dettagli inquietanti
I video dell’arresto mostrano un Fanjul fortemente ubriaco, barcollante e incapace di articolare frasi coerenti. “Sono stato f*ttutamente incastrato, amico”, ha dichiarato mentre veniva preso in custodia, dimostrando una totale mancanza di consapevolezza della gravità delle accuse. Nel corso del trasporto alla stazione, ha alternato frasi sconnesse a momenti di aggressività, lamentandosi del trattamento ricevuto e cercando di resistere agli ufficiali. La scena descritta dagli agenti è quella di una persona incapace di assumersi la responsabilità delle proprie azioni, un quadro che non è nuovo nella storia di Fanjul.
Un pattern di comportamenti violenti
L’incidente del 28 gennaio non è stato un episodio isolato. Fanjul è stato arrestato anche il 22 aprile 2023 per un’altra aggressione ai danni di una donna nella sua abitazione, dopo una lite iniziata in un ristorante di sushi. Anche in quel caso, il copione è stato simile: insulti, un’escalation di violenza e un tentativo di controllare la vittima attraverso la forza fisica. Le accuse si sommano a una storia personale già macchiata da controversie. Nel 2017, Fanjul fece notizia a livello nazionale durante la sua relazione con Tinsley Mortimer, una star dello show televisivo Real Housewives of New York City. In quell’occasione, Mortimer fu arrestata per violazione di domicilio nella casa di Fanjul, ma le accuse furono successivamente ritirate. Nonostante le sue ripetute apparizioni nelle cronache giudiziarie, Fanjul ha continuato a evitare conseguenze significative per i suoi comportamenti.
Tra privilegio e giustizia
La storia di Fanjul solleva interrogativi profondi sul trattamento delle persone potenti all’interno del sistema giudiziario. Dopo essersi dichiarato colpevole di violenza domestica, danneggiamento criminale e furto di lieve entità, Fanjul sta scontando una pena di quattro anni di libertà vigilata. La decisione di sospendere la sentenza per l’accusa più grave, quella di violenza domestica, ha suscitato molte critiche. Organizzazioni per la difesa delle vittime di violenza domestica hanno sottolineato come questa sospensione rappresenti un esempio di disparità nel trattamento riservato agli individui facoltosi rispetto ad altre categorie di cittadini.
Omofobia e misoginia: le radici della violenza
Il caso Fanjul non è solo una questione di privilegi economici. L’episodio scatenante, legato alla rabbia per la presenza di una coppia gay al ristorante, mette in luce un contesto più ampio di discriminazione e odio. L’omofobia di Fanjul, associata a un atteggiamento controllante e violento nei confronti delle donne, riflette un problema radicato nella società: la difficoltà nell’accettare cambiamenti sociali e culturali che sfidano i pregiudizi. La connessione tra misoginia e omofobia, spesso intrecciate, emerge chiaramente in questo caso. Le vittime non sono solo i soggetti direttamente coinvolti, ma anche l’intera comunità, che si trova a fare i conti con l’eredità di un sistema che permette a individui come Fanjul di continuare a esercitare potere e controllo senza reali conseguenze. Se da un lato il clamore mediatico attorno a questo caso può contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica, dall’altro evidenzia la necessità di riforme profonde nel sistema giudiziario e culturale.
Palm Beach, con i suoi lussi e le sue disuguaglianze, è lo sfondo perfetto per una vicenda che mette a nudo le crepe di una società in cui il potere troppo spesso si traduce in abuso. La domanda che resta è se, questa volta, il sistema sarà in grado di fare giustizia.
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